Al centro dell’alluvione

Ieri la zona a ponente della mia citta’ e’ stata colpita da un alluvione in piena regola.
Ieri io dovevo andare al lavoro esattamente a ponente della mia citta’.
Praticamente sono finito nel centro dell’alluvione.
Escludendo per ovvie ragioni l’utilizzo dello scooter e stroncata sul nascere l’idea dell’auto opto per l’accoppiata tram-treno.
Arrivo alla stazione che il cielo e’ gia’ nero, ma cosi’ nero che un nero cosi’ non l’ho mai visto nemmeno in radici e l’aria ha un odore salmastro come a presagire una probabilissima innondazione.
Estraggo dalla tasca del giubbino quel che resta del mio biglietto e tento di obliterarlo nell ‘ unica macchinetta funzionante della stazione ma oramai, a causa dell’umidita’, ha la consistenza di un biscotto inzuppato.
Un’ avvenente signorina alle mie spalle attende il suo turno e mi fa notare una cosa che noi maschietti non vorremmo che mai nessuna donna ci dicesse:
“E’ troppo mollo, non ce la farai mai!”
Con un pizzico di imbarazzo, le rispondo: “In casa era normale ma si dev’essere ammosciato sul tram!”
A volte mi odio, ma perche’ non imparo a contare fino a cento prima di aprire bocca!
Comunque leggo sul video: treno regionale per Savona binario 11.
Bene, cioe’ male, raggiungo il binario 11 in fondo al lungo corridoio giusto in tempo per sentire l’altoparlante annunciare che il mio treno partira’ dal binario 2 in cima al lungo corridoio , esattamente dov’ero tre minuti prima.
Arrivo e salgo sul carro bestiame.
Ma come fa ad esserci tutta questa gente?
A volte penso che le persone vivano sui treni e sui tram.
Percorro le carrozze alla ricerca di un posto a sedere mentre fuori Kunta Kinte  comincia a riversare sulla citta’ un oceano d’acqua sottoforma di goccioloni giganti.
Finalmente trovo un posto e mi siedo: miracolo!
Dopo circa venti minuti il treno abbandona la stazione.
Guardo le mie ginocchia bagnate e non ci metto molto a capire che il finestrino perde come una cavagna, lasciando entrare delle goccette che cadono ritmicamente sullo sfigato di turno , cioe’ io!
Nel frattempo, man mano che mi avvicino a ponente vedo il tempo peggiorare cosi’ decido di telefonare ad un collega che abita a due passi dalla ditta dove lavoro.
Che sfiga, la linea e’ disturbata, capisco solamente:
“..arda…ui..e’ un…asino…ede…n…azzo..c’e’..tr…acqua…..”
Ecco, acqua e’ l’unica cosa che ho capito bene..chiudo la comunicazione non prima di chiedergli:
“Ma la stazione esiste ancora?”
Intanto ho le ginocchia a bagnomaria ed un dolore all’anca dovuto alla posizione innaturale che ho tenuto per tutto il viaggio nel tentativo di limitare i danni.
Finalmente arrivo al paese quando suona il cellulare.
E’ il mio collega che preoccupato mi chiede dove sono.
Rispondo :” Guarda, ho appena superato  la stazione di Atlantide, ora arrivo.
Tu cerca di venir…..” clic.
Fine della comunicazione.
Scendo.
Il tempo di attraversare i binari e sono gia’ scolo, ma cosi’ scolo che le ginocchia, bagnate un attimo prima, sono la zona piu’ asciutta che ho.
arrivo alla fermata del tram giusto in tempo per capire due cose:
La prima che tram, per quella giornata, non ne passeranno piu’.
La seconda , di quanto sia cornuto il tizio che mi ha appena smerdato di acqua e fango con il suv.
Oramai, incazzato piu’ che mai, decido di farmi il km che mi separa dalla meta a piedi e comincio ad incamminarmi nel mezzo della careggiata tra le auto bloccate in coda, come fece Mose’ in fuga dall’Egitto, con una differenza: che a me col cazzo che mi si sono separate le acque, ci sono dentro con tutte le scarpe.
Arrivo al bar che sta vicino alla mia ditta e noto che le ragazze, nere piu’ del cielo, sono intente ad asciugare il pavimento allagato con gli stracci.
Cerco di non perdere il buonumore e provo a tastare anche il loro nella speranza di rimediare almeno un sorriso:
“Se vi chiedo dell’acqua mi mandate a cagare, vero?
by Flavio
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3 Risposte to “Al centro dell’alluvione”

  1. Sbaglio o quella delle alluvioni in Liguria a seguito delle “improvvise” piogge è diventata una regola più che l’eccezione?? Il buonumore non dovrebbe mai mancare ma comprendo se i tuoi concittadini non hanno sorriso, credo ci siano ben poche ragioni per farlo!?!
    Ora il quesito è: se si privatizza l’acqua, questi diventano danni “privati” dei padroni dell’acqua o restano danni “pubblici” che paghiamo (e profumatamente) tutti quanti??
    Meditate gente, meditate… 😉

  2. Non sbagli caro Chit..hai proprio colto nel segno.
    Provo a rispondere al tuo quesito: secondo me faranno in modo che i “privati” quelli che si spartiranno le acque (che poi sono sempre gli stessi) abbiano da guadagnare salvo poi trovare qualche legge scappatoia che gli permetta ti tutelarsi in caso di danni facendo pagare quest’ultimi alla comunita’…insomma noi cittadini siamo come quello rinchiuso nella sauna con dolce e gabbana…come ti giri ti giri….

  3. purtroppo il maltempo si abbatte sempre prima sul ponente e su Genova , anche se anche il levante non è più risparmiato. Diciamo che purtroppo esiste “la stagione delle piogge” anche qui, una volta era la prerogativa dell’Africa o di certi paesi tropicali….da un po’ di tempo a questa parte è sempre così. un abbraccio

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