Neve in citta’

geinn
Che bella la neve in citta’.
Ragazzi, questa notte qui a Genova e ‘ nevicato.
Oddio, non ne e’ venuta molta ed ora la pioggia la sta gia’ riducendo in una poltiglia sporca e scivolosa.. pero’ questa mattina e’ stato suggestivo mettere il naso e tutto il resto del volto ancora assonnato fuori dalla finestra.
Qui da noi la neve fa sempre un certo effetto, non siamo abituati , e’ un po come il mare per gli Alpini ….ci sembra sempre un evento divino!!!
La guardiamo con poetica ammirazione, fin che siamo in casa, immaginandoci chissa’ cosa e godendo della vista dal caldo del nostro focolare..ma ben presto ci scontriamo con la dura realta’ della vita quotidiana.
E allora, si esce in strada per andare al lavoro quando ancora fa buio vestiti come Messner e puzzando di naftalina, in quanto tute e giacche da neve  erano chiuse da secoli negli angoli piu’ remoti del nostro armadio da cronache di narnia, con i moon boot ai piedi, berretto di lana con mega pon pon, guanti degni di Gustav Thoeni e sciarpone di lana lavorato ai ferri regalato dalla mamma e di un colore impossibile (il mio per esempio e’ color senape e devo dire che si abbinava bene con il mio naso che dal freddo questa mattina sembrava un grosso wurstel!).
Ti accorgi subito del casino che ti circonda, la gente sembra impazzita: un vecchietto con una panda tipo vecchio che consuma litri di benzina e frizione a go go con la macchina che  non si muove neanche di un centimetro e le ruote che girano a vuoto, un altro che dopo aver accuratamente per mezz’ora tolto tutta la neve dall’auto si accorge che l’auto non e’ la sua e tira giu’ una compilation di bestemmie da paura.
Una ragazza che spinge lo scooter tenendolo acceso e camminandoci a fianco per chissa’ quanti chilometri.
Comunque, appurato che la macchina non si puo’ prendere perche’ le strade sono imbiancate e prima che le puliscano apriti cielo, la moto non ne parliamo…ti resta la sfida da Okay Corral del mezzo pubblico.
Ti piazzi alla fermata insieme agli altri tre o quattro temerari, duri come bastoncini Findus ed inizi una sorta di danza del demente scosso dalla 220, bofonchiando una musichetta assu rda attutita dal sciarpone e muovendo alternativamente i piedi nel disperato tentativo di far pervenire un po di sangue ai tuoi alluci mummificati nei moon boot.
Poi, finalmente come un miraggio, arriva l’autobus..lo senti gia’ un quarto d’ora prima dalo sferragliare delle catene sull’asfalto innevato.
Capisci che il riscaldamento a bordo e’ rotto dal fatto che l’autista sembra Babbo Natale da tanto e’ coper to , ma d’altra parte la calca sul mezzo e’ talmente numerosa che si ci riscalda  vicendevolmente con l’alito, il che puo ‘rappresentare anche una cosa piacevole e romantica se vicino hai un’ avvenente fanciulla, ma puo’ diventare un esperienza terribile se, come me, ti sei dovuto imbattere da un lato con uno che aveva appena avuto un incontro del terzo tipo con una bottiglia di amaro e dall’altra con un tizio la cui colazione deve essere stata a basa di topo morto e cipolla!!!
Attaccato  su due fronti…terribile!
Arrivi alla tua fermata e riesci a scendere non prima di aver assestato due belle gomitate ad una vecchietta rompicoglioni che ostruiva la porta e finalmente sei per strada.
Fai la tua bella giornata di lavoro e siccome qui il tempo cambia rapidamente come un batter di ciglia, rischi di trovarti nella imbarazzante situazione di dover rincasare con le strade completamente asciutte, senza piu’ traccia di neve sull’asfalto, con la temperatura che si e’ alzata di bru tto, il cielo che tende al sereno e tu vestito come una guida alpina Himalaiana, con i piedi sudati, il fumo che esce dai moon boot, che goccioli dalla fronte come se ti avessero appena fatto un gavettone, la sciarpa senape legata in vita insieme alla giacca, il pile in mano,la maglietta della pelle da strizzare, schiacciato in un mezzo pieno di gente che non deve fare un cazzo dalla mattina alla sera per essere vestita piu’ leggera e comunque diversa da te, e due bambini che ti guardano e ridono per il tuo abbigliamento  eccessivo. Mentre il tuo sguardo spazia oltre il finestrino del bus  e  le tue mani nervosamente giocherellano con un sacchetto di naftalina che ti sei trovato in tasca per caso, il tuo
pensiero si innalza deciso verso il cielo sereno:
” Fanculo alla neve in citta’………”
by Flavio

10 Risposte to “Neve in citta’”

  1. Se devo essere sincero, io preferirei il contrario, svegliarmi domani e vedere la spiaggia, accorgermi che ci sono 35°C e dover andare al lavoro in bermuda e canotta…
    Per domani preparati una thermos di vin brulè!!!

  2. effettivamente bastano due gocce e genova si blocca.. con la neve non ne parliamo!
    da noi ci hanno dato 1 giorno di ferie perche’ non e’ passato lo spazzaneve e non si riusciva ad andare a lavorare!

  3. Adoro la neve, ma qui è davvro un evento più unico che raro 😦

  4. I miei colleghi di Genova non sono riusciti ad arrivare in azienda…
    detesto la neve in città!! sgrunt!

  5. da noi a Bolzano ne è vennuta giù così tanta che hanno chiuso le squole

  6. Capisco perfettamente… Anche se Milano è diversa, succede più o meno lo stesso.

  7. Doppio fanculo alla neve in cittá!!!
    Buona domenica!

  8. Per Oscar:cercate di tenere le “squole” aperte perchè la situazione è grave…..quella grammaticale. 😉
    kisses

  9. Invece a me piace tanto e la neve da me cade veramente poco spesso, purtroppo…

  10. Ma che bella Boccadasse innevata!
    Un caro saluto
    Dona

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