PRE CONCERTO….

Cavolo , domani suono. No, non il citofono, la chitarra. Sono sempre emozionato il giorno prima del concerto. Mi vengono i sudori freddi, la tosse, la febbre asinina, le pustole. Mi sudano le mani, lo strumento si trasforma in un anguilla viscida.
Non importa se non e’ San Siro o l’arena di Verona.
Non importa se e’ solo la festa di pensionamento di un collega ed il novantacinque per cento delle persone le conosco molto bene, anzi, e’ proprio per quello. E poi, la sala sara’ gremita e ci saranno almeno centocinquanta persone. Centocinquanta teste rivolte verso il palco, trecento occhi (pardon, duecentonovantanove: ho un collega che e’ guercio da un occhio) puntati sulla mia acustica elettrificata, centocinquanta bocche pronte ad urlarmi contro epiteti irripetibili. Un attimo, cacchio…devo fare trenin autogelo, o come diavolo si chiama training autogeno (ho sbirciato su wikipedia confesso)..chiudo gli occhi , respiro profondamente…ecco ci sono : dopo un inevitabile ed umano attimo di emozione, il plettro sfiora le corde ed il suono attraversa i cavi, l’ampli ed entra magicamente nelle orecchie di quegli storduti. Trasformo quegli epiteti in urla entusiasmanti. Mi sento come Brian May a Wembley o Mark knopfler in Alchemy… Me la sto tirando di brutto mentre tutte le ranze della sala fanno a gara per venire sotto il palco ai miei piedi…. Ed alla fine, nel trionfo, lancio plettri alla platea e firmo autografi mentre la piu’ gnocca della serata mi lancia sguardi di fuoco. A domani dunque….sara’ una notte memorabile. Ora mi sento piu’ sicuro!!! Ma, per favore, non fatemi gli auguri…porta di una sfiga!!
by Flavio
novembre 19, 2010 a 8:25 pm
Stai tranquillo, e’ solo uno strascico degli effetti della Musicoterapia del tuo post precedente quello che senti in pancia… di tuo “andrai alla grande”!!!!
novembre 19, 2010 a 8:52 pm
Ma il bello è proprio questo: l’attesa, l’adrenalina che scorre nelle vene, la paura che dall’ansia nasca un attacco di colite! Mi raccomando, non entrare troppo nel ruolo del rockettaro dannato: potresti finire a staccare a morsi la testa ad un pipistrello oppure – in termini economici sarebbe peggio – spaccare la chitarra contro l’amplificatore, prendere a testate il muro per poi poter dire di essere andato a casa con la gnocca….
novembre 20, 2010 a 12:08 pm
Grande Flavio! Hai l’ansia della prestazione, è normale! Ed è anche una bellissima emozione! In bocca al lupo!!!!!
novembre 20, 2010 a 10:09 pm
l’acustica elettrificata per tirar su gnocca non è la migliore…fidati
novembre 22, 2010 a 9:53 am
Come é andata? Speriamo come nel tuo sogno.
novembre 22, 2010 a 10:07 am
Allora com’è andata?
Io sono un piccolo autodidatta della chitarra (che sta da tempo in cantina) ma devo dire che se avessi più tempo frequenterei volentieri una scuola di musica.
La chitarra è davvero una ficata!
novembre 22, 2010 a 6:48 pm
Grazie a tutti ragazzi.
Il concerto e’ andato alla grande.
Il collega si e’ commosso o almeno io l’ho visto piangere..spero non per la musica!!!
E’ stato un trionfo e pazienza (caro Oscar avevi ragione) se la gnocca latitava , io due splendide principesse (mia moglie e mia figlia) le ho conquistate!!!
Spero di pubblicare al piu’ presto qualche video!!
novembre 26, 2010 a 4:56 pm
bravo!!! avvisami quando c’è un video online!!!