Archivio per gennaio, 2008

La radio juke-box

Posted in 1, Nadia e Flavio on gennaio 31, 2008 by nadiaflavio
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Sarà l’avvicinarsi del periodo festivaliero, sarà che in questo preciso istante sto ascoltando alla radio Uptown girl di Billy Joel ma mi è venuto in mente un aneddoto di quasi vent’anni fa che vi voglio raccontare.
Era l’estate del 1989 e, con alcuni amici bazzicavo per Castiglione della Pescaia ridente località balneare Toscana.
Era l’ultimo giorno di vacanza e volevo fare un regalo a mio fratello che non era potuto venire con noi.
Stavo passeggiando per le vie del piccolo centro quando dalla vetrina di un negozio di souvenirs mi è apparsa una radio fatta a forma di Juke box: illuminava tutto l’interno con le sue luci intermittenti che andavano al ritmo di Uptown girl appunto.
Non so per quale strano motivo ma quella radio mi teneva incollato alla vetrina, aveva qualcosa di magico: ero come attratto da quell’alternarsi di colori e note, le luci cambiavano rapidamente passando dalle tonalità di rosso, giallo, azzurro e verde mentre la musica riempiva l’aria di quel tardo pomeriggio d’Agosto.Era bellissima, e poi ad un prezzo accessibile.
Un cartellino sbiadito dal sole infatti riportava il prezzo scritto a pennarello della cifra quasi illeggibile di cinquantanovemilalire!
Però, pensai, neanche tanto per una radio così bella e poi è un regalo che premierebbe anche me.
Eh già perchè in quell’anno io e mio fratello vivevamo ancora insieme, nella stessa camera dunque avrei potuto ascoltarla tutti i giorni come fosse stata mia.
Mi convinsi a prenderla ed entrai nel negozio.
Al suo interno, dietro al bancone una signora anziana che leggeva un giornale.
Il dialogo che ne seguì fu pressapoco il seguente:
“Buonasera.”
“Buonasera signora, senta avrei visto quella radio in vetrina, quella a forma di juke box:”
“Bella vero?”
“Si molto. Sarei interessato….”
“Bene! Gliela faccio preparare da mio figlio per domani mattina.”
“Ah, prima non è possibile?”
“Eh no, perchè vede ha fatto tutto il collegamento per farla suonare in negozio..”
In effetti notai che dalla radio partivano due fili che attraversando tutte le pareti arrivavano ad un amplificatore e tre altoparlanti collocati in cima ad uno scaffale dall’altra parte del locale.Insomma un lavorone che solo uno un pò suonato poteva aver progettato.
Infatti l’autore di cotanto ingegno un pò suonato doveva esserlo davvero come la madre mi confermò:
“Come dicevo mio figlio è in palestra ad allenarsi: sa fa il pugile.
Ma domani mattina è sicuramente qui.”
“Si, ma io non posso aspettare signora parto stasera!”
(mussa colossale, ma la voglia di portar via la radio era troppo forte!)
“Facciamo una cosa signora, se mi da una scala tiro via tutti i cavi io e la prendo”
Questa poveretta, vista la mia insistenza, accettò commettendo un errore imperdonabile.
Ottenuta la scala cominciai a strappare via dalla parete cavi ed intonaco lasciando voragini enormi, spostandomi con un gesto fulmineo decapitai una statua di gesso…distrassi la signora chiedendo un martello (un martello?) presi la testa del decapitato e con l’aiuto del chewing-gum masticato la riattaccai in fretta , solo che la misi a rovescio rispetto al corpo.
Finalmente dopo circa un quarto d’ora di lavoro, i muri ridotti ad un colabrodo, il pavimento pieno di calcinacci e la statua che si guardava il culo riuscii a mettere la radio sul bancone.
La signora gentilmente la pulì dalla polvere mentre io mi scusai per il disordine creato, euforico dell’imminente acquisto.
Staccò il cartellino del prezzo mi sorrise e disse “Sono 259 mila lire!”
“Come scusi?”
Mentre rimasi un attimo nell’incertezza di non aver capito bene, l’occhio mi cadde sul cartellino del prezzo:
Il sole aveva reso quasi illleggibile la cifra, soprattutto il due oramai era quasi scomparso, rimaneva solo una traccia impercettibile che gelò le mie speranze e bloccò i miei movimenti, riuscì solo a dire guardando la foto appesa al muro di un minaccioso omone in guantoni:
“Anche mio nonno era un pugile, pesi superleggeri”
“Ah no, il mio Filippo è un peso massimo, campione regionale:ha certi muscoli!”
Pensai alla figura di merda che avevo fatto, al disastro che avevo combinato, ai soldi che non avevo ed ai muscoli di Filippo e a cosa mi sarebbe capitato se fosse rientrato in quel momento dalla palestra.
Lasciai la vecchia, la radio ed il negozio con la velocità di Pietro Mennea a città del Messico mi voltai solamente per guardare l’ultima volta la radio che non sarebbe mai stata mia, la donna impietrita e sorpresa, la vetrina sguarnita e la statuetta che nonostante fosse di spalle mi sorrideva allegramente!
 
by Flavio

Per le mamme siamo sempre bambini!

Posted in Nadia e Flavio with tags on gennaio 30, 2008 by nadiaflavio
 
L’altro giorno vado a comperare della frutta.
Entro nel negozio : davanti a me una vecchietta arzilla e mingherlina sta controllando delle arance.
Il fruttivendolo la osserva, mi strizza l’occhio per farmi capire che è da un pò che lo sta facendo e decide di aiutarla:
“Signora ha bisogno?”
“Si guardi, volevo delle arance per il mio bambino, cercavo quelle belle succose da farci la spremuta. Sa, alla mattina ci vuole un pò di vitamina C poverino, gli è venuto un raffreddore che dovrebbe vederlo, povero piccolo.
Poi mi da un pò di mele che le faccio cotte, delle banane che contengono potassio e fanno bene alla mia bambina, le danno energia…sapesse quanto studia e com’è brava a scuola.
Poi mi da due chili di mandarini, mi raccomando senza semi che mi fanno una paura quei semini, sono così pericolosi se ti rimangono in gola….”
Mentre la signora ordina la frutta mi viene da pensare: ma guarda come sono premurose certe nonnine con i loro nipotini e che fortuna abbiamo noi genitori ad appoggiarci a persone come quella vecchietta che mi sta davanti.
E che fortuna per i bambini avere ancora i nonni che ti viziano come nessuno!
Mentre faccio questi ragionamenti entra nel negozio un signore sulla settantina con il naso rosso come un lampone, si rivolge alla vecchietta e le fa:
” Babba, bi hai breso anche i bistacchi?”
“No caro. Lo sai che ti fanno male! Riscaldano! Soffri già di prostata!
Vai e aspettami in macchina che arrivo.”
Poi rivolgendosi al fruttivendolo con un sorriso solare dice:
“Questo è Alfonsino il più piccolo, poi c’è Anna di cinque anni più grande.”
così dicendo ci mostra una foto che ritrae una signora anziana davanti ad un libro aperto, aggiungendo:
“Ora è a casa che sta studiando per laurearsi all’università della terza età!
Ha visto che belli i miei figlioli, eh?”
Ma pensa te…………..
 
by Flavio

Forse è meglio alzare gli occhi al cielo!

Posted in Nadia e Flavio with tags on gennaio 29, 2008 by nadiaflavio
 
Questa mattina leggendo le notizie mi sono allarmato: “Asteroide sfiora la terra”!
Belin, ma sarà vero? Avranno fatto i calcoli giusti?
E poi sfiora, cosa vuol dire sfiora?
Vado a leggere e vedo che l’astrofisico Andrea Boattini dell’università di Tucson (Arizona) tranquillizza tutti dicendo che questo asteroide passerà ad una distanza superiore di quella che ci separa dalla luna!
Ma vai a cagare su Marte!
Ditelo subito no? Almeno ci tranquillizziamo e non camminiamo per le strade con la testa perennemente rivolta verso il cielo che oltre a darci un’ espressione da rincoglioniti è anche pericoloso per la nostra incolumità!
Comunque l’astrofisico ci avverte che questo asteroide largo solo 250 metri di diametro e dal nome di un taxi TU24, non minaccerà minimamente il nostro pianeta e si avvicinerà a noi per altre due volte il 20 gennaio 2046 ed il 29 dicembre 2080.
Io quando tirano giù ste date ho la vaga sensazione che ci prendano un filino per il c..o!
Allora possiamo tirare un sospiro di sollievo?
Neanche per sogno.
Perchè il sig.Boattini (non so se quest’uomo mi faccia venire di più il nervoso perchè non si guarda dei documentari su Sky anzichè metterci addosso un ansia tremenda o se bisogna ringraziarlo perchè guarda sì SKY, ma quello reale e ci fa da sentinella mentre noi ci facciamo gli affari nostri) prosegue nella sua intervista e ci informa che il bombardamento di asteroidi che aveva caratterizzato la storia della terra nel suo primo miliardo di anni non è ancora finito, certo non è più frequente come un tempo quando andava al ritmo delle odierne tasse in Italia però dice che ogni anno un pietrone piccolissimo….ah penso io, un pietrino di ghiaia?(ansia)
No, dice lui , una rocca di due-tre metri di diametro centra la terra.
Azz..ma allora? (ansia)
Naturalmente interviene in nostro aiuto l’atmosfera che per attrito fa bruciare il pietrone
Ma le pietre bruciano?(ansia)
e può capitare che solo qualche piccolo frammento cada effettivamente sulla terra.
Ma cosa vuol dire piccolo frammento? Avete un metro di misura voi astron…astrof…astrolog…..astronzi!!! che non ci fate stare tranquilli mai!!!(ansia).
E vabbè d’altra parte se è destino!
L’altro giorno ho letto che in Slovacchia un meteorite è caduto in una casa frantumando il vetro della finestra di una povera signora che terrorizzata l’ha raccolto: era color argento avvolto da un foglio di carta con su scritto “Telefono caasaaaaa!!!!”.
Sono quasi in fondo all’articolo pensando che il peggio è passato quando nelle ultime righe dice testualmente: “Resta poi l’attenzione nei confronti del satellite spia Americano di grandi proporzioni che ha perso la sua energia propulsiva e potrebbe cadere sulla terra tra la fine di Febbraio e la fine di Marzo in una località che non è possibile prevedere.Il satellite è fuori controllo e potrebbe contenere materiale pericoloso.”
Ma come, vada per i pietroni ma anche i satelliti ci cadono in testa ora?
E quanto caspita sono grandi sti satelliti spia, più o meno di Giuliano Ferrara?(ansia)
E qui l’amica atmosfera come si comporta?
Brucia tutto tipo inceneritore Tedesco e ci fa arrivare un innocente bulloncino da 8 (che poi tanto innocente non è perchè se te lo becchi in fronte a 500km/h ed incandescente non è proprio come il segno che ti fa il prete al battesimo) o dobbiamo aspettarci il peggio?
Il portavoce del National Security Council Mr. Johndroe assicura che la situazione è in mano agli esperti, la speranza è di riuscire a farlo cadere in una zona desertica o nell’oceano, se dovesse cadere in una zona diversa ci vorrebbe un sito sommerso da un mare di sacchetti pieni che possano attutire il colpo tipo air bags…………è già stato contattato il sindaco Iervolino!
Speriamo bene!
 
by Flavio

A Carnevale ogni esperienza vale…..

Posted in Nadia e Flavio with tags on gennaio 28, 2008 by nadiaflavio
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Tra non molto è Carnevale e per i miei figli sarà festa.
La più grande si vestirà come una principessa di non so quale favola, il piccolo, bè lui è Spiderman nel senso che si sente proprio quel personaggio cucito addosso più di ogni altro ed il vestito che gli abbiamo regalato ha rafforzato questa sua convinzione a tal punto che temo di ritrovarmelo arrampicato su qualche armadio prima o poi.
A me, al contrario, il carnevale non è mai piaciuto, nemmeno da piccolino.
L’idea di travestirmi non l’ho mai sopportata.
L’unica foto che mi ritrae da bambino durante le feste, è quella dove sono vestito da cowboy in compagnia di mio fratello vestito da cosacco: siamo tutti e due con una faccia scazzatissima e musi lunghi in evidente contrasto con nostra madre che così ci aveva conciati.
Mio fratello soprattutto ne aveva ben donde ad essere adirato con quel berretto di pelo nero e quella spada shashka infilata nel fodero rosso rubino orribili alla vista; io perlomeno avevo un vestito decente ma nonostante questo ero lo stesso scontento.
Mio zio poi, per una forma di strano sadismo trovava il suo massimo divertimento nel disegnarci i baffi e colorarli bruciando un tappo di sughero senza nemmeno aspettare che si raffreddasse, lo stronzone: “Vuoi mettere con questi è tutta un’altra musica!” ripeteva
Eooo, una meraviglia, belin, un capolavoro assoluto, da far impallidire il Caravaggio!
Avevamo la faccia imbrattata di nero con la riga del finto baffo che prendeva mezza guancia.
Un altra esperienza traumatica è stata durante l’adolescenza:
festa privata.Tutti affittano un vestito, io compreso.
Quando andiamo a ritirarlo il commesso aveva dato proprio il mio ad un altro per errore.
Al mio amico Gino gli viene in mente un colpo di genio che neanche a Dolce e Gabbana sotto l’effetto di sedici cannoni caricati a puro marocco poteva venire:s’inventa un vestito da Tirolese che è uno spettacolo:
camicia del babbo montanaro a quadrettoni tipo pile e pesante uguale, pantaloni tirati su con spilloni da balia che mi strofinavano sulla pelle per tutta la serata, bretelloni del nonno e calzettoni della nazionale Olandese di cui Gino era tifoso.
Per finire scarponi da trekking di una misura in meno che limitavano notevolmente i miei movimenti così che non mi sono potuto esibire nel trescone, famoso ballo tipico.
Ultima esperienza.
Vado a prendere la mia fidanzata per andare ad una festa in maschera:
sono vestito da marinaio avendo riciclato la mia divisa ufficiale da naya dalla quale ho levato i gradi per non ricorrere in sanzioni.
Entro nel portone, chiamo l’ascensore, sto per chiudermi la porta alle spalle quando sento
“Aspetta un attimo!”
Un lui-lei alto grosso, con i tacchi a spillo, i fusò, parrucca e pelliccia entra insieme a me nell’ascensore, le porte si chiudono e si sale: il tipo mi sorride fissandomi, io ricambio per gentilezza, questo continua a fissarmi e mi fa l’occhiolino.
Per uscire dall’imbarazzo chiedo “Tu da cosa sei travestito?”
“Io da niente, sono travestito e basta, bel marinaio!”
Istintivamente mi appoggio alla parete dell’ascensore e mi esce solo un:
“Ecco!Siamo a posto!”
“Prego?”
“No niente, dicevo che bello travestirsi….per Carnevale intendo!”
 
by Flavio

vecchia barza sui vigili

Posted in Nadia e Flavio with tags on gennaio 27, 2008 by nadiaflavio
 
Ispirato dal post di Ramona “Multa” mi è venuta in mente questa vecchia barzelletta sul tema.
Un tizio esce dal tabaccaio dopo aver parcheggiato in doppia fila l’auto, giusto il tempo di comprare le sigarette, quando nota un vigile che sta facendogli la contravvenzione.
“Suvvia signor vigile, ci sarò stato due minuti, ho preso le sigarette!”
“Brutta bestia il fumo, le costerà caro!”
“Ma su, non c’è nessuno per la strada chi posso aver intralciato?”
“Si scansi che leggo il numero di targa” e continua a scrivere.
“Ma cavolo, ma non si può fare proprio nulla?”
“Va bene, oggi mi sento particolarmente generoso e voglio metterla alla prova.Facciamo così, siccome io sono appassionato di indovinelli gliene sottopongo uno: se sa rispondermi le tolgo la multa, altrimenti……”
“Ok va bene ci sto….dica”
“Se lei è di notte e vede venirle incontro due fari cosa pensa che sia?”
“Facile un’altra automobile”
“Eh facile un corno, si fa presto a dire automobile…potrebbe essere una Fiat, un Alfa, una Renault……..mi dispiace per lei ma devo…”
“No, nooo aspetti la prego mi dia un’altra possibilità…la prego”
“E va bene mi ha trovato nella giornata giusta…..senta, se lei sempre di notte vede venirle incontro un unico faro cosa pensa che sia?”
“U…una m…moto?”
“E lo sapevo. Facile dire moto potrebbe essere una Kawasaki, un Honda, una Yamaha, una Ducati…….ha perso e io scrivo!”
Il tizio incassa il colpo, prende la multa e sta per salire in auto quando tra rabbia e orgoglio fa:
“Scusi signor vigile, visto che sono anch’io appassionato di indovinelli posso fargliene uno?”
“Certamente, dica.”
“Se lei vede di notte in una strada frequentata da parecchi automobilisti un lampione, e vicino a questo lampione una donna seminuda che fa roteare la borsetta e cerca di fermare le auto facendo vedere le cosce…secondo lei chi è ?”
“Ma è semplicissimo: é una MIGNOTTA!”
“Eh, facile dire MIGNOTTA! Potrebbe essere sua madre, sua sorella, sua moglie………”
 
vecchia barza
arrangiata by Flavio

EPITAFFI

Posted in Nadia e Flavio with tags on gennaio 26, 2008 by nadiaflavio
 
Sulla tomba di un permaloso:
CAZZO GUARDI?
Sulla tomba di una coppia:
QUI GIACE MIA MOGLIE COME SEMPRE FREDDA!
QUI GIACE MIO MARITO FINALMENTE RIGIDO!
Sulla tomba di uno scontento:
NELLA VITA HO SBAGLIATO TUTTO TRANNE IL COLPO
DI PISTOLA!
su tre tombe genovesi:
QUI GIACE GIO BATTA PARODI, MORI’ DI DOLORE PER AVER PERSO UN EURO.QUI GIACE RENZO PASTORINO MORI’ NELLA RISSA. QUI GIACE DOMENICO TRAVERSO MORI’ DI DOLORE PER ESSERE ARRIVATO TARDI!
Sulla tomba di un geometra:
UOMO RETTO,DOPO UNA VITA LINEARE MORI’ IN CURVA!
Sulla tomba di un play boy:
VOLEVA VENIRE, SE N’E’ ANDATO!
Sulla tomba di un malato d’insonnia:
SONO GUARITO!
Sulla tomba di un dentista:
QUESTA E’ L’ULTIMA CAVITA’ CHE HO RIEMPITO
Sulla tomba di un bancario:
L’ULTIMA SCADENZA GLI FU FATALE!
Sulla tomba di un nobiluomo cortese:
SCUSATE SE NON MI ALZO!
Sulla tomba di un personaggio famoso:
QUI GIACE NAPOLEONE, NON TUTTO BONAPARTE!
Sulla tomba di Antonio Raro (Avvocato):
QUI GIACE UN AVVOCATO ONESTO QUESTO E’ RARO.
Sulla tomba di un buddista:
TORNO SUBITO!
Sulla tomba di un matematico:
QUI GIACE IL SIGNOR QUARANTA,DI ANNI SESSANTA, NATO NEL TRENTA E MORTO NEL NOVANTA
Sulla tomba di un pompiere:
ALL’ESTINTO COSTO’ CARO L’ESTINTORE!
Sulla tomba del sig.FOTTE:
CHE EGLI SIA BENEDETTO, IERI E’ DECEDUTO IL CAVALIER LUIGI FOTTE, INCONSOLABILE LA MOGLIE GIUSEPPINA FOTTE CON I PARENTI TUTTI!
Sulla tomba di un realista:
NON SIATE TRISTI, VI HO SOLO PRECEDUTO!
Sulla tomba del sig.UCCELLO:
A UN ANNO DALLA SUA DIPARTITA LA MOGLIE RICORDA L’INDIMENTICABILE FELICE UCCELLO.HAI LASCIATO DENTRO DI ME UN VUOTO INCOLMABILE!
Sulla tomba di un panettiere:
E’ MORTO ER MOLLICA, ERA UN PEZZO DE PANE, AR FUNERALE C’ERA UN FILONE DE GENTE.COMMOSSA LO RICORDA LA ZIA ROSETTA.
 
Autori vari

Chi di nano ferisce………

Posted in Nadia e Flavio with tags on gennaio 25, 2008 by nadiaflavio
 
Berthold fece come sempre, sgattaiolò fuori dal borsone all’interno del grande per lui immenso bagagliaiaio del pullman Londinese carico di valige e cominciò a mettersi al lavoro.
Sapeva esattamente cosa fare e come, sapeva che il tempo non era tantissimo ma abbastanza per portare a termine anche quel pomeriggio la sua missione.
Non aveva mai fallito Berthold, per questo Bobby e Larry i suoi due soci gli avevano affidato quel “lavoro”.
La loro idea si era rivelata geniale e fruttuosa.
Migliaia di sterline in contanti ed oggetti preziosi racimolati in pochissimi giorni li avevano convinti della validità del loro piano.
L’idea era venuta a Bobby qualche mese prima, ne aveva parlato con il suo amico Larry il quale l’aveva trovata un’idea fantastica.
Il piano era molto semplice e ben congeniato: si trattava di far entrare Berthold il nano nel borsone, infilarlo insieme alle altre valigie nel portapacchi del pullman ed aspettare che partisse, lasciando che facesse il lavoro; poi, una volta arrivato a destinazione Berthold si sarerebbe infilato nuovamente nel borsone insieme agli oggetti preziosi trafugati aprendo gli altri bagagli e recuperato da Bobby o da Larry.
Tutto stava filando liscio come al solito, Bob guardava fuori dal finestrino pensando a quel giorno grigio Londinese ed a come sarebbe stato diverso da lì a poco quando finalmente si sarebbe goduto il gruzzolo in qualche posto caldo del mondo.
I suoi occhi scrutavano gli altri passeggeri cercando di scoprire quale dei presenti avesse con sè la valigia più interessante: la coppia davanti a lui continuava a discutere su una scelta fatta in una fabbrica di statue da giardino in gesso, la donna grassa in particolare rimproverava al marito di aver effettuato un acquisto a suo dire sbagliato mentre l’uomo seduto a fianco teneva una pipa spenta in bocca e continuava a leggere il giornale senza mai alzare lo sguardo.
Il pullman arrivò finalmente al capolinea. Bob pensò ” Berthold avrà certamente terminato il suo lavoro!”Scese dal pullman insieme a tutti gli altri passeggeri con la solita calma per non dare nell’occhio; aspettò il suo turno, prese il borsone, salutò il signore distinto con la pipa e si avviò lentamente per la propria strada.
La zona era particolarmente frequentata a quell’ora e Bob non poteva certo permettersi di rischiare di farsi beccare aprendo il borsone in mezzo alla folla :doveva aspettare di arrivare in un luogo appartato.
Il solito pub sul Tamigi faceva al caso suo:era sempre andato tutto bene e così sarebbe andata sicuramente anche quella volta.
Entrò, ordinò da bere e si diresse verso la toilette, si assicurò che nessuno fosse presente e chiamò Berthold: una, due, tre volte senza ottenere risposta ; pensando al peggio aprì la lampo con tanta violenza da romperla, guardò all’interno e rimase a bocca aperta:”Non è possibile, non posso crederci!”
All’interno non c’era Berthold ma Brontolo un bel nano da giardino, in gesso.
 
La donna grassa riconobbe il suo bracciale d’oro e lo confermò all’ispettore mentre gli agenti portavano via Berthold il nano.
“Avevano studiato proprio un bel piano, senza la fortuna delle borse uguali non saremmo riusciti a risalire a loro tanto facilmente ” disse l’ispettore alla donna grassa mentre questa si infilava il bracciale.
Il marito intanto, in giardino, piazzò Brontolo vicino ai suoi sei fratelli, gli venne da sorridere a pensare a quando aveva aperto il borsone e trovato Berthold all’interno insieme a contanti e gioielli, l’aveva trattenuto e chiamato la polizia.
Gli venne da sorridere a pensare che per 50 sterline si era portato a casa un nano vero!
 
by Flavio
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